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Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto

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Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto Empty Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto

Post by Wick on Thu 03 Jan 2008, 01:31

Mancava un thread su De André. Lo apro io, perché sì.

Un pezzo a caso (o quasi) fra le tante, innumerevoli, sue canzoni che amo:



E al dio degli inglesi, non credere mai

e al loro dio perdente, non credere mai

e al loro dio goloso, non credere mai

e al dio della scala, non credere mai

e a un dio a lieto fine, non credere mai

e a un dio fatti il culo, non credere mai

e a un dio, e a un dio, e a un dio, e a un dio senza fiato non credere mai

_________________
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Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto Empty Re: Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto

Post by Shelby on Thu 03 Jan 2008, 14:22

Anche io avevo pensato di aprire una discussione sul mitico De Andrè, che dire, ogni sua canzone è fantastica, piena di poesia e questa volta, sì, davvero complessa da capire. Come ogni poetica ha le sua caratteristiche e periodi, ma in generale "il Faber" (come viene chiamato) ha cantato la vita dei più deboli, diseredati ed emarginati in maniera magistrale. Davvero una persona importante nel nostro panorama italiano, spero non cada nel dimenticatoio, come purtroppo spesso accade per i grandi.

Propongo una canzone a me molto cara, per tanti motivi, ma soprattutto perchè sottolinea amaramente l'egoismo e la vanità umana. (sottolineo la parte per me più significativa)




La Ballata della Vanità o dell'Amore Cieco

Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.

Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.

Lui dalla madre andò e l'uccise,
tralalalalla tralallaleru
dal petto il cuore le strappò
e dal suo amore ritornò.

Non era il cuore, non era il cuore,
tralalalalla tralallaleru
non le bastava quell'orrore,
voleva un'altra prova del suo cieco amore.

Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.

Le vene ai polsi lui si tagliò,
tralalalalla tralallaleru
e come il sangue ne sgorgò
correndo come un matto da lei tornò.

Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento
quando lo vide morir contento.

Morir contento e innamorato
quando a lei nulla era restato
non il suo amore non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.
Shelby
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