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Ora che hanno il pagliaccio saranno competitivi?

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Post by Ninus on Sun 02 Mar 2008, 04:17

Arrivati a questo punto la cosa è evidente. Ho capito perchè è stato scelto Veltroni come candidato premier del Pd. Hanno finalmente trovato un pagliaccio al livello di Berlusconi.

- Se vinceremo l' Italia avrà una situazione come quella del primo centro-sinistra degli anni '60, ha detto con forza a Perugia. In sostanza con noi il boom degli anni '60

- Dopo aver candidato il figlio di Colaninno (il primo di quella catena di "capitani coraggiosi" che iniziò ad indebitare Telecom Italia già dall'acquisto, chiedendo prestiti per l'acquisto e scaricando gli interessi passivi sul bilancio) ed un esponente della confindustria veneta, ora candida anche un generale.
Ma chi vuole rappresentare questo partito? I generali nemmeno nella Turchia dei colpi di stato li candidano.
Naturalmente non candideranno più Vincenzo Visco, perchè ha fatto più di due legislature, ma al suo posto ci sarà Marianna Madia, colei che ha dichiarato di essere " assolutamente, straordinariamente, inesperta di politica" come capolista nella circoscrizione Lazio 1.

- Dichiara di andare da solo alle elezioni scaricando la colpa dell'ingovernabilità sulla sinistra (mai su Mastella o Dini o Manzione e Bordon) dopodichè fa una campagna forte sul voto utile e sul non far vincere Berlusconi, ed ora ha il coraggio di dire recuperiamo consenso da tutte le parti

Ora direte: "perchè tutta questa foga contro Veltroni?" "ti pagano per fare campagna elettorale?". La risposta è che sono sicuro che la maggior parte delle persone che votavano Unione voteranno Pd e che quindi non solo non esisterà una parte importante della critica in un momento storico importante ma che delle due voci non ce ne sarà una da pagliaccio (Berlusconi) ed una normale (Prodi), ma dovrò sentire ogni giorno anche le pagliacciate di Veltroni (persona per la quale la mia stima equivale più o meno a zero).

Ciò che mi annoia è che tra 5-6 anni probabilmente ci ritroveremo nella situazione in cui si trova Chomsky il quale dice:

Quali sono i valori in palio nella corsa alla Casa Bianca?
«Sarebbe bello rispondere a questa domanda se il mondo fosse diverso. Nel nostro mondo le elezioni evadono gli argomenti cruciali, importanti».

Faccia un esempio...
«Nel 2004 la maggioranza degli elettori non conosceva la posizione dei candidati su questioni-chiave. Non perché si tratta di elettori disattenti ma in quanto il sistema elettorale emargina gli argomenti».

Questo vale anche per la campagna appena iniziata?
«Se leggiamo cosa dicono e scrivono i consulenti elettorali dei candidati in campo è evidente che fanno i pubblicitari: tentano di vendere un prodotto. Il prodotto è il presidente. E lo vendono come fa la pubblicità, proprio come avviene per altri prodotti tipo le auto: niente informazioni ma immagini ed illusioni per indurti ad acquistare. Fra l’altro è l’opposto di quello che dovrebbe essere un mercato: consumatori informati che compiono scelte razionali nei loro interessi. Chi fa campagna elettorale vuole invece che gli elettori siano non-informati e facciano scelte irrazionali sulla base di illusioni. È drammaticamente vero negli Stati Uniti ma anche in altre democrazie industriali, a cominciare dall’Europa. La dimostrazione più evidente di quanto dico è il fenomeno Barack Obama».

E continua

Anche il giovane senatore afroamericano dell’Illinois è prodotto pubblicitario?
«In maniera esemplare. Attorno a lui c’è grande emozione, viene descritto come un grande candidato, una grande speranza. E lui cosa dice? "Dobbiamo avere speranza", "Superiamo il cinismo", "Trasformiamo l’America", "Svegliamo l’America" e così via. Sembra Reagan. Tentare di capire cosa vuole fare è davvero difficile. Ho ascoltato 20 minuti di programma su Obama alla Radio Npr, una emittente liberal ed intellettuale, e non ha detto nulla in merito ai programmi».

Questo modo di parlare lo trovo molto simile a quello di Veltroni, o di Berlusconi.

In realtà John Edwards ha esposto un programma molto concreto per battere la povertà, spendendo 15 miliardi di dollari l’anno. Non le pare?
«Edwards è l’unico candidato che finora ha espresso dei contenuti. Non solo sulla lotta alla povertà ma soprattutto sull’assistenza sanitaria. Abbiamo la sanità più carente del mondo industrializzato ed è la causa di un tasso di mortalità infantile ai livelli della Malaysia».

Anche Hillary Clinton batte su questo tasto...
«L’unico è Edwards ma è interessante il fatto che la sua proposta non vada nella direzione chiesta dalla maggioranza dei cittadini, ovvero l’assistenza sanitaria universale, perché vuole semplicemente estendere l’attuale sistema di benefici. Edwards vuole arrivare nel lungo termine a quanto la gente chiede di avere subito. È un ulteriore dimostrazione di come la democrazia in America non funzioni. Nessuno propone ciò che la gente vuole. Clinton? Quando dieci anni fa propose la riforma si trattava di un sistema che salvava le assicurazioni private rimanendo dunque inefficiente».

Nessuno dei candidati in campo dice che vuole ritirare tutte le truppe. Se Bush ed i repubblicani vanno nella direzione opposta agli americani sostenendo l’invio di rinforzi, l’alternativa Baker-Hamilton è molto debole su cosa fare, Barack Obama è assai vago sul ritiro e gli altri democratici latitano. Prendiamo un altro tema, l’Iran: due terzi degli americani vogliono una soluzione solo diplomatica. Chi fra i candidati lo sostiene?

Fa il confronto con la Spagna

Nel marzo 2004 Zapatero fu eletto in Spagna chiedendo di porre le truppe spagnole sotto comando Onu ma anche in America lo pensava la maggioranza degli americani solo che nessun leader lo sostenne». Perché a suo avviso i leader politici, repubblicani o democratici, non prestano attenzione alle richieste degli elettori? «Perché entrambi i partiti sono situati molto a destra dell’opinione pubblica. La classe politica è impossibilitata ad affrontare le richieste della base perché non le condivide. Vuole un altro esempio? Ricerche di opinione condotte in maniera scientifica, molto accurata, attestano che la maggioranza degli americani ritiene che il governo dovrebbe rinunciare al diritto di veto all’Onu, accettare il Tribunale penale internazionale e seguire gli orientamenti politici della maggioranza dell’Assemblea Generale. Quale leader politico lo sostiene? E ancora: due terzi degli americani da 30 anni sono a favore della ripresa dei rapporti diplomatici con Cuba ma è un’ipotesi della quale neanche si osa discutere».

Forse ci si deve arrendere ed accettare l'americanizzazione/anglosassonizzazione della politica (anche in UK entrambi i partiti eran favorevoli all'attacco all'Iraq).
Il voto utile può risultare un voto inutile.
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Post by Shelby on Sun 02 Mar 2008, 14:31

Il punto è che sembra non esserci via di uscita ed io ritengo che, ancora una volta, la colpa non sia di Berlusconi o Veltroni in quanto tali, cioè per ciò che rappresentano e che portano in politica, ma della società italiana, della popolazione, dell'ignoranza e, ancora più, del fatto che

desiderano essere presi in giro e non avere un ruolo centrale nella vita politica e nella democrazia del loro Paese.

Se al posto di Veltroni ci fosse stato il Signor X che parlavad i programmi seri e proposte costruttive alla gente e dall'altra parte sempre Berlusca o altri simili a lui, tu pensi che la popolazione avrebbe scelto il Signor X?

Io, ahimè, penso di no. :elephant:
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Post by Ninus on Sun 02 Mar 2008, 17:29

Se al posto di Veltroni ci fosse stato il Signor X che parlavad i programmi seri e proposte costruttive alla gente e dall'altra parte sempre Berlusca o altri simili a lui, tu pensi che la popolazione avrebbe scelto il Signor X?

Sono d'accordissimo, il Pd ha scelto la strategia del pagliaccio perchè durante la scorsa campagna eletorale Prodi con la sua onestà che è consistita nel non promettere mari e monti e nel presentare un programma serio agli elettori ha fatto perdere il vantaggio iniziale da cui partivano.

Però devo notare che scegliendo questa strada hanno di fatto abbandonato l'idea di essere seri, insomma non più "proviamo, noi classe dirigente ad essere più seri del paese ed a far capire che i sogni sono bufale" ma "adeguiacmoci agli ignoranti così saliremo al potere senza la sinistra che ci ricorda ogni tanto di attuare le cose serie presenti nel programma".

Se Veltroni dice "dobbiamo far calare le aliquote irpef di 1 punto di Pil per 3 anni" deve pur mantenerla, e per fare ciò o taglia posti pubblici ed investimenti pubblici o stampa debito pubblico alla faccia del risanamento di Prodi.
Se Veltroni dice "stipendio per contratti a termine minimo mille euro" come fa a mantenerlo? Era più intelligente la proposta di Prodi di aumentare la tassazione sul lavoro a termine cercandone di scoraggiare l'utilizzo.
Se Veltroni dice che la detassazione degli straordinari fa aumentare la "produttività" e quindi gli stipendi, quindi i consumi, quindi l'occupazione, fa intendere che non capisce nulla. La produttività è oraria (Pil prodotto per ora lavorata) innanzitutto (ed è là che dobbiamo migliorare ed i ritardi sono dovuti al fatto che gli investimenti privati in Italia sono stati minori per i macchinari e beni capitali rispetto agli altri e che la formazione aziendale è pochissima) e secondo un aumento dell'orario di lavoro di fatto incentivato con la detassazione degli straordinari fa sì che le imprese optino per prolungare di fatto l'orario di lavoro e non per nuove assunzioni.

E' così stupido ed incompetente (e l'ho detto da quando se n'è iniziati a parlare, che l'unica cosa che può fare è il ministro della cultura e discutere di film, non essere il presidente di un consiglio dei ministri) che sorrido quando Casini li chiama Veltrusconi. E' l'unica cosa intelligente detta da Casini nella sua storia politica.

Io, ahimè, penso di no. elephant

Lo credo anch'io. Le persone mediamente informate (cioè quelle disinformate) voteranno per uno dei due poichè sono così stupide che cadranno nel tranello "vota uno che può vincere" scambiando il fine delle elezioni con quello di una partita di calcio. Le elezioni servono per scegliere una persona che rappresenta la tua visione generale di società e non a scegliere quale dei due pagliacci far vincere. Il sistema migliore per questo è il proporzionale, che rappresenta equamente le varie idee, non i sistemi con premi di maggioranza che spingono verso voti fittiziamente utili (di fatto inutili). Chi non ha la maggioranza dei voti se la deve cercare in parlamento, non può grazie a trucchetti (premi di maggioranza) averla.

Nel 2005 il partito Laburista inglese con solo il 35% dei voti ha avuto il 55% dei seggi. Nonostante il sistema maggioritario spinge gli elettori al voto utile, il primo partito, nemmeno così, riesce a superare almeno il 40-45% e governa. Questa è una dittatura della maggioranza relativa (che è una minoranza).

Il progetto sul quale sono d'accordo i due schieramenti è il modello francese (oddio).
Nel 2002 l'Ump (partito di centrodestra di Chirac e Sarkozy) ha avuto il 61,8% dei seggi con solo il 33,3% dei voti (un premio del 28%) e nel 2005 il 54% dei seggi con il 39,5% dei voti.

Ovvio che poi in Francia parlano di Carla Bruni. Di cos'altro dovrebbero parlare? Wink
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Post by Shelby on Sun 02 Mar 2008, 17:52

Credo che l'unico vero modo per cambiare le cose sia cercare di attivarsi dal basso, nel senso che io aderisco alle associazioni o iniziative che, localmente o tematicamente, agiscono per la comuinità o per i problemi della società.

So, perché me ne rendo pur conto, che non è "la soluzione", ma è una soluzione, quella scelta da me per continuare a fare qualcosa, ad andare avanti. A livelli macroscopici, purtroppo non posso agire da sola.
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