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I CPTA (Centri di permanenza temporanea ed assistenza)

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Post by Shelby on Fri 11 Apr 2008, 13:04

Diciamo che è da molto che speravo di avere un po' di tempo per scrivere qualcosa su questo argomento perché ormai è da un po' che ho a che fare con il mondo dell'immigrazione e penso che ci siano troppe cose che non si sanno e che sarebbe opportuno, invece, si conoscessero.

Riporto una breve descrizione:
(per comodità la prendo dal sito di
Tana de Zulueta)

La situazione giuridica

I CPT si configurano come veri e propri non-luoghi giuridici, poiché in essi vengono detenute delle persone per quello che è un illecito amministrativo e non un reato, l’essere sprovvisti di documenti regolari. La mancanza di documenti non può essere punita con la detenzione poiché questo introdurrebbe una disparità nel trattamento di italiani e stranieri (per analoghe infrazioni i cittadini italiani sono puniti con sanzioni amministrative come le multe). Il trattenimento in un CPT incide sulla libertà personale dei migranti, libertà che è tutelata dall’articolo 13 della Costituzione come diritto fondamentale riconosciuto anche allo ‘straniero comunque presente sul territorio dello stato’, come prevede la legge Turco-Napolitano (art. 2, comma 1).

Primo problema che sorge: perché un cittadino straniero irregolarmente presente sul territorio, se fermato dalle forse dell'ordine, deve pagare per un illecito amministrativo come se avesse compiuto un reato?

Vengono rinchiusi in questi posti, per la cui gestione non esiste alcuna previsione giuridica, non esiste un diritto dei CPTA. Se esistesse una scala gerarchica, i CPTA si porrebbero al di sotto delle carceri, per le quali è previsto il diritto penitenziario, che prevede quale autorità debba occuparsi delle esigenze specifiche dei singoli soggetti detennuti.

Nei CPTA non è così, gli stranieri rinchiusi vengono chiamati "ospiti" (l'ho sentito con le mie orecchie), ma sono detenuti per non aver commesso nessun reato, a meno che non vengano ritrovati sul territorio nazionale dopo aver già subito un'espulsione, a quel punto, grazie alla Bossi - Fini (il peggior parto normativo in materia), sono colpevoli, perché il trattenimento in Italia, dopo un decreto di espulsione, rappresenta un reato.

La legge Turco-Napolitano e la Bossi-Fini

La Turco-Napolitano non prevedeva pene per la non ottemperanza all’espulsione; la Bossi-Fini ha introdotto la reclusione da sei mesi ad un anno. Vari giudici hanno sollevato rilievi di incostituzionalità su questo punto e questo ha portato alla sentenza n. 226 della Corte costituzionale del 15/07/04, secondo cui questa norma è incostituzionale. La risposta del governo è stata la legge 271/2004 del 12/11/04, che ha innalzato il periodo di reclusione, portandolo da uno a cinque anni, rendendo quindi punibile con la detenzione la mancanza di documenti in quanto reato, e non più illecito amministrativo. L’escamotage del legislatore per eludere il problema della detenzione per illeciti amministrativi è sempre stato, comunque, identificare i migranti detenuti nei CPT come ‘ospiti’, che, se non ‘trattenuti’, si sottrarrebbero all’espulsione. I CPT dovrebbero quindi servire per identificare i migranti, procurare i documenti necessari per il rimpatrio ed organizzare il viaggio. Nella pratica ciò non avviene: i migranti si trovano reclusi ed in una sorta di limbo giuridico senza adeguate tutele. I CPT, inoltre, si differenzierebbero dalle carceri in quanto i ‘trattenuti’ dovrebbero poter ricevere visite. Nella pratica, solo i parlamentari possono entrare nei centri senza autorizzazione del Prefetto e solo in rari casi è stato permesso l’accesso ad associazioni di tutela dei diritti. A Lampedusa, durante i trasferimenti forzati in Libia dell’ottobre 2004, era impedito l’accesso al centro perfino all’ACNUR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

Vi sembrea possibile in uno Stato di diritto, in uno Stato civile, in Occidente?

E' una vergogna, non ci sono altre parole. Lo è per chi, come me, ogni giorno va a reclamare diritti ed a cercare di tutelarli, per chi sa cosa accade se sei un cittadino tunisino, marocchino, cinese o di un Paese extracomunitario.

[b]Chi sta nei CPT[/]

Spesso nei CPT sono rinchiusi ex detenuti che si trovano quindi ad affrontare una pena detentiva aggiuntiva di 60 giorni oltre a quella già scontata, senza contare il fatto che ex detenuti e migranti incensurati si trovano a vivere assieme. I CPT, in teoria, dovrebbero servire ad identificare i reclusi e sbrigare le pratiche di espulsione; possibile che dopo mesi o anni in un carcere non si sappia chi sia l’individuo scarcerato?

In un Paese civile in cui vengono rispettati i diritti umani sarebbe possibile che io, un'incensurata, stia rinchiusa in un luogo in cui non godo di alcun diritto con un pluriomicida, magari?

Inoltre, in questi luoghi non esistono, nonostante il Testo Unico sull'immigrazione ed il regolamento di attuazione, lo prevedano, anche se quasi timidamente, dei servizi legali adeguati e continui. Idem si dica per l'assistenza sanitaria.

Mi ripeto ancora: questo è il livello del nostro diritto? Chi tuteliamo con il nostro diritto?

Pensiamoci.

Questa è SOLO la prima puntata, perché c'è dell'altro, purtroppo.
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Post by Ninus on Fri 11 Apr 2008, 13:50

Tutto questo mi ricorda l'arresto per debiti (quindi una sanzione penale per un illecito civile) praticato fino a 100 anni fa in tutta Europa (ancora oggi in Francia per alcuni reati). Tutto si basava sull'assunto ridicolo che ciò era a garanzia della circolazione dei beni e della sicurezza degli scambi. Di fatto però un debitore insolvente avrebbe potuto pagare il debito lavorando. Invece veniva imprigionando, togliendo cosìl'unica possibilità che aveva di ripagare, seppur in parte, il creditore.

Oggi la situazione (dopo la legge Fini) c'è per l'immigrazione irregolare (illecito amministrativo). Sicuramente la scelta è di quelle meno azzeccate. Meglio sarebbe una politica attiva che consistesse in centri di collocamento nelle aree del nord africa o dei balcani, senza che gli immigrati siano derubati dagli scafisti (che chiedono migliaia di euro per un viaggio in condizioni impossibili), quindi con il viaggio a carico dell'imprenditore o dello stato stesso. Oppure, la soluzione migliore sarebbe quella di far dimostrare alla persona in questione di guadagnare un totale minimo (come fanno negli altri paesi) come presunzione che non si vive di illegalità ed in caso non si raggiunga, allora si procede al decreto d'espulsione (naturalmente questo dovrebbe durare per un periodo breve, 2-3 anni, dopodichè si potrebbe dare la cittadinanza piena).

Di tutte queste scelte, quella di incarcerare persone innocenti è incostituzionale.


Art. 13.
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o
perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della
libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità
giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente
dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può
adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati
entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa
non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono
revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque
sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Letto con superficialità sembrerebbe che il Cpt sia regolare, basta l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria. Ma per casi della legge s'intende legge penale. In questo caso non c'è reato e non dovrebbe esserci l'arresto. Certo se si chiama l'arresto accoglienza cambia tutto (e niente).
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Post by Shelby on Sun 11 May 2008, 21:08

Visto che avevamo detto che i CPTA fanno schifo e che a livello giuridico sono un limbo di non diritto, oggi che al governo ci sono dei pazzi, la conseguenza è:

(preso dal Corriere della sera)

Definiti i contenuti del decreto legge che il governo approverà nel Cdm
I Cpt diventano Carceri a tempo
Il governo: sarà arrestato chi entra in Italia senza permesso. Piano Maroni per frenare i nomadi romeni

ROMA — L'arresto obbligatorio degli immigrati clandestini rischia di far scoppiare le carceri. Il governo ha così deciso di trasformare i Cpt in centri di detenzione temporanea. In attesa del processo che dovrà essere celebrato con rito direttissimo, gli stranieri arrivati senza permesso saranno rinchiusi nelle strutture finora utilizzate per la prima accoglienza. E lì aspetteranno anche l'esecuzione del provvedimento di espulsione che scatterà in maniera automatica e prevederà l'accompagnamento alla frontiera. La novità è contenuta nel decreto legge che l'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi approverà durante la riunione del Consiglio dei ministri prevista a Napoli per la prossima settimana. Ora gli uffici tecnici del Viminale, della Giustizia, della Farnesina e della Difesa sono al lavoro per mettere a punto la norma ed evitare possibili contestazioni in sede europea.

L'Unione ha infatti fissato regole rigide per la gestione dei Cpt e dunque è necessario rispettare le direttive. Non ha dubbi sulla legittimità della procedura l'onorevole Nicolò Ghedini, uno degli avvocati del premier che si è occupato di redigere con lui la bozza di testo che contiene una quarantina di nuove norme: «Non c'è alcuna violazione o forzatura, perché le nuove disposizioni verranno attuate garantendo i diritti di difesa. È necessario porre un freno agli ingressi illegali e questo risultato si ottiene soltanto mandando un messaggio chiaro e inequivocabile: entrare in Italia senza avere i titoli è un reato grave e dunque fa scattare l'arresto. Il sistema alternativo nei Cpt è assolutamente legittimo».

Gli ultimi dati forniti dal Dipartimento penitenziario dicono che le carceri sono quasi al limite della capienza. Le norme studiate dal governo che alzano le pene per i reati di grave allarme sociale (scippo, furto in abitazione, rapina, violenza, danneggiamento, maltrattamenti in famiglia) ed escludono ogni beneficio di legge aggraveranno questa situazione. E dunque si è deciso di studiare misure alternative per chi commette reati di minor entità e non ha precedenti: detenzione domiciliare, purché accetti il braccialetto elettronico. In caso di evasione la sanzione sarà però più severa di quella attuale. L'arresto, sia pur facoltativo, sarà invece previsto per chi guida in stato di ebbrezza. Le manette potranno scattare per chi ha un tasso alcolico superiore all' 1,5 milligrammo per litro e per chi ha assunto sostanze stupefacenti. Il prevedibile aggravio per i tribunali sarà ovviato, come sottolinea lo stesso Ghedini, «eliminando in alcuni casi la verbalizzazione manuale e affidandosi soltanto alla registrazione dell'udienza».

La stretta contro la criminalità, ma soprattutto contro gli immigrati sarà dunque in linea con quell'allarme sulla sicurezza che ha segnato l'intera campagna elettorale del centrodestra. E riguarderà anche i cittadini comunitari. Il piano del ministro dell'Interno Roberto Maroni prevede lo spostamento dei campi nomadi lontano dai centri abitati. Nell'agenda del titolare del Viminale ci sono incontri con i sindaci delle principali città — il primo sarà Gianni Alemanno che vedrà domani — per rinegoziare i «patti» partendo proprio dagli insediamenti dei nomadi. Tra i suoi obiettivi c'è anche la limitazione della libera circolazione per i romeni e la sospensione del trattato di Schengen in modo da ripristinare i controlli alle frontiere. Ma in questo caso i tempi saranno più lunghi perché è necessario concordarlo in sede europea.

Fiorenza Sarzanini
11 maggio 2008
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Post by Shelby on Sun 11 May 2008, 21:11

Ahah (riso amaro) sospensione del Trattato di Schengen, ma sapete cosa vuol dire?

Oddio stanno già iniziando a farci uscire dall'Europa, ragazzi: si salvi chi può.
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Post by Ransie on Sun 11 May 2008, 23:44

Beh, vogliono sospendere il trattato di Shengen almeno sui confini orientali e limitare la libera circolazione dei romeni ma per me non serve a un emerito cazzo, tanto i clandestini entreranno sempre.
Ma poi il punto è che questi CPTA o come cavolo si chiamano vanno a danneggiare proprio le persone oneste che si vogliono rifare una vita e provocano traumi psicologici, quindi la legge Bossi-Fini in sè è incostituzionale, in quanto lede i diritti umani.
Bah, io comunque immaginavo come andava a finire con Berlusconi e Bossi! I CPTA (Centri di permanenza temporanea ed assistenza) 443159
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Post by Ninus on Mon 12 May 2008, 21:57

Ahah (riso amaro) sospensione del Trattato di Schengen, ma sapete cosa vuol dire?

Oddio stanno già iniziando a farci uscire dall'Europa, ragazzi: si salvi chi può.

Dai ragazzi, abbiamo imparato nei 5 anni precedenti che non bisogna andare dietro le battute estemporanee dei politici. Al massimo si tratterà di deroghe verso alcuni dei nuovi entrati e non sospensione del trattato di Schengen.

Spero di non sentire per 5 anni le esagerazioni che ogni olta si fanno dietro ad un'Ansa del solito deputato che s'è svegliato col piede storto.

Wink
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Post by Shelby on Mon 12 May 2008, 22:55

Ninus wrote:
Ahah (riso amaro) sospensione del Trattato di Schengen, ma sapete cosa vuol dire?

Oddio stanno già iniziando a farci uscire dall'Europa, ragazzi: si salvi chi può.

Dai ragazzi, abbiamo imparato nei 5 anni precedenti che non bisogna andare dietro le battute estemporanee dei politici. Al massimo si tratterà di deroghe verso alcuni dei nuovi entrati e non sospensione del trattato di Schengen.

Spero di non sentire per 5 anni le esagerazioni che ogni olta si fanno dietro ad un'Ansa del solito deputato che s'è svegliato col piede storto.

Wink

Qualsiasi cosa faranno, Nino, avrà una conseguenza ben precisa sul quadro normativo e sul sistema dei valori costituzionali e dei principi fondamentali e, conseguementemente, come come questi vengono percepiti dalla società tutta (le norme modificano il comportamento della società in qualche modo).

Se oggi un illecito ammministrativo (irregolarità con le norme sull'ingresso ed il soggiorno) è punito con una privazione della libertà (CPTA), è perché durante i 5 anni hanno partorito quella schifezza legislativa che lo ha permesso, oggi la società lo accetta quando precedentemente non vigeva nel diritto amministrativo (almeno non in questa forma diretta---> illecito amministrativo = detenzione). Noi la consideriamo normale perché è entrata a far parte del bagaglio culturale e viene concepito come normale.

Lo so che, come sostieni tu, io sono allarmista, ma non mi pare che ci sia da dormire sonni tranquilli I CPTA (Centri di permanenza temporanea ed assistenza) 277724 I CPTA (Centri di permanenza temporanea ed assistenza) 60250
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Post by Ninus on Mon 12 May 2008, 23:33

Beh ma se fosse incostituzionale come mai nessun avvocato di immigrati ha mai posto la questione di costituzionalità al giudice?

Inoltre la costituzione c'è e resta lì e se vogliono modificarla a maggioranza c'è lo scoglio del referendum (quello confermativo senza quorum costitutivo, bello scoglio). Il problema è sul come di porrà il Pd su questioni di vita o di morte (quelli di riforme costituzionali che però riguarderanno solo questioni organizzative e non di principi).

Insomma, calma eheheh
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Post by Shelby on Mon 12 May 2008, 23:44

non è così semplice, le questioni di incostituzionalità ci sono state: tanto è vero che prima ti trannenevano senza la convalida del giudice, prima non era specificato quale fosse l'obbligo della traduzione, alcune persone sono stata butatte fuori mentre cercavano di regolarizzarsi, ossia quando chiedevano, con la sanatoria, di essere occupati con un contratto regolare.

La Costituzione non basta, quei principi devono far parte della cultura di ognuno di noi per valere e per essere vigenti. La teoria è una cosa, la pratica è un'altra.
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Post by Ninus on Tue 13 May 2008, 09:40

però continua a sembrarmi strano il fatto che il cpt sia previsto per un illecito amministrativo...non è che con la bossi-fini hanno trasformato l'illecito in questione in reato?
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Post by Shelby on Tue 13 May 2008, 17:57

No, il reato lo compi se ti beccano per la seconda volta irregolare in Italia, anche questo è una cosa inammissibile, intendo a livello di diritto, perché si tratterebbe sempre di illeciti amministrativi; in questo caso, però, a seguito di un vaglio giudiziario (mi pare si trattasse sempre di Corte Costituzionale), trasformato, all'occorrenza, in reato.

Si tratta, comunque, sempre di alterazioni nella valutazione del quadro degli interessi di rango costituzionale meritevoli di tutela: la privazione della libertà personale è giustificata SOLO, in base al pricipio di ragionevolezza, SE l'illecito commesso è molto grave.

In questo caso la non regolarità con le norme sull'ingresso ed il soggiorno in Italia non giustificano la privazione della libertà, perché la vioalzione non è talmente grave da richiedere una tal pena. Siccome il "clandestino" è brutto, cattivo, farabutto e la gente è convinta che sia la fonte dei nostri problemi (il tutto perché non ha un documento valido o non ha un documento) allora diventa automaticamente pericoloso, si ingenera la convinzione che chi non ha i documenti, delique (ma quando mai!!!????!!!).

Eeeeeh vabbè, poi, ripeto, io sono allarmista, lo so.
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Post by Ninus on Tue 13 May 2008, 19:33

Si ok però (purtroppo, e questo è il limite del diritto) la libertà personale non può essere intaccata se non a seguito di reato e di convalida da parte del giudice, ovviamente, motivata.

Cioè, indipendentemente dalla situazione sostanziale, se un comportamento è reato per il diritto positivo può essere prevista la reclusione, a meno che tale comportamento non sia configurabile come reato perchè comportamento costituzionalmente garantito.

Ora l'entrata in un paese senza rispetto delle leggi sull'immigrazione (che possono essere le più sbagliate possibili) non è un diritto costituzionalmente garantito e quindi, purtroppo, per quanto ci sia la libertà di circolazione, questa è limitata al cittadino ( Art. 16. Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.).

Quindi a prova di costituzione l'entrata in sfregio delle regole può essere considerata reato.

Insomma non mi sembra che ci sia una grave violazione di diritti fondamentali costituzionali, questo perchè la Costituzione non garantisce la libertà piena di circolazione ai non cittadini ma il discorso si sposta su un piano decisionale costituente e sul perchè esistano gli stati e le nazioni.
Se ci fosse libertà totale allora non avrebbe senso l'accordo di Schengen e la cittadinanza comunitaria di Maastricht perchè sarebbe già presente.

Insomma un conto sono le leggi, altro il pericolo che la costituzione venga disattesa, almeno fin quando ci sarà una corte costituzionale indipendente (cosa che veniva meno nella riforma proposta dal centrodestra e bocciata dal referendum con il parlamento che eleggeva 7 e non più 5 dei 15 giudici costituzionali).

Inoltre ricordiamo che gli accordi internazionali hanno copertura costituzionale (artt. 11 e 117) ed anche il trattato di Maastricht (nel quale c'è appunto la cittadinanza comunitaria artt. 17-18-19). Quindi Schengen vale per la Svizzera e per altri stati non Ue ma ormai i cittadini romeni sono cittadini comunitari e qui si nota anche l'ignoranza di coloro che strumentalizzano Schengen.

Quindi a meno che il governo Berlusconi IV non decida di uscire dall'Unione europea i cittadini comunitari saranno liberi di circolare e tutto il resto sarà soltanto propaganda. Quindi non c'è tanto bisogno di preoccuparsi, a mio avviso.
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Post by Ninus on Tue 13 May 2008, 20:07

si ingenera la convinzione che chi non ha i documenti, delique (ma quando mai!!!????!!!).

Sull'argomento della delinquenza percepita ci sono molte cose da dire.

Innanzitutto le regioni con più delinquenza sono altre (Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Basilicata) da una statistica dell'Istat mi pare presentata da Gad Lerner (e non al nord dove vi sono più immigrati sia regolari che irregolari).

Secondo che il problema è di certezza della pena, lunghezza dei processi, prescrizione ormai troppo breve, leggi di amnistia ed indulto fatte ogni 5 anni che non aiutano in questo senso (gli anglosassoni non informati non ci credono che esistano delle leggi che "liberano tutti" come accade a nascondino).

Terzo, gli immigrati irregolari (senza documenti) secondo le statistiche hanno un alto tasso di delinquenza, alto alto, anche se il loro numero è di moooolto inferiore a quelli regolari (cioè non è 1 ad 1, come spesso fanno pensare i mass media, ma di circa 10 ad 1).

Ora, senza andare molto lontani, in Svezia per noi cittadini comunitari, per avere rinnovato il visto dobbiamo dimostrare di guadagnare un tot al mese sennò il governo si chiede "come campi?".

Il fatto è semplice: se sei cittadino, ok, non guadagni, sei disoccupato, hai il sussidio. Se sei straniero regolare c'è anche per te (visto che sei regolare, lavori e paghi le tasse) il sussidio e le politiche in senso lato "attive" (di ricollocamento) del lavoro. Se sei irregolare no.
E' indispensabile per evitare che ci siano ondate migratorie di irregolari e il collasso del sistema.
Inoltre chi è irregolare può essere sfruttato e ricattato molto più facilmente.

In sostanza cosa fa la differenza tra un immigrato regolare ed uno irregolare? Sono le cosiddette quote annuali. Quelli che rientrano bene, gli altri meno bene, o si regolarizzano (come avviene ogni tot. di anni) oppure sono un problema qualora non abbiano un lavoro (non in nero).

E' una questione di giustizia che chi non è regolare non abbia gli stessi diritti fiscali (non quelli civili-umani eh, quelli sono di tutti, appunto umani) dei cittadini e dei regolari, perchè pagano per quello.

Certo affermare che entrare oltre il limite delle quote è reato è forse eccessivo, ed in questo sbaglia la Bossi-Fini.

Però si pone il problema delle quote (che pongono il discrimine tra regolare e irregolare): sono troppo poche? Sono troppe?
Sono necessarie o dovremmo accogliere tutti come regolari?
Quali sono i problemi connessi?
Beh quello principale è la questione alloggi che non è dovuta nello specifico all'immigrazione ma in generale alla crescita della popolazione e quindi all'incremento della rendita (quando diminuisce la quantità di km per abitante aumenta il prezzo dei terreni e quindi delle case). Il problema è anche frenare la sovrappopolazione e la crescita esponenziale degli ultimi anni. In Cina ha avuto effetti positivi ed ha intrapreso una crescita senza grandi migrazioni (come invece è avvenuto per l'Italia sovrappopolata da fine '800 alla seconda guerra mondiale).

Insomma, secondo me la sinistra ed il Pd scivolano su questo tema perchè l'una è troppo demagogica/ideologia e l'altro insegue la destra cosicchè nessuno dei due ha una posizione seria e credibile e si finisce nel "manganello".

Cioè secondo me anche le classi dirigenti di centro-sinistra hanno le loro colpe perchè dovrebbero essere loro a cercare soluzioni rispettose della dignità degli stranieri e allo stesso tempo credibili così da avere anche una funzione che influenzi l'opinione pubblica non dico per educarla (forse è una richiesta eccessiva e va oltre le funzioni della politica) ma per ridicolizzare la demagogia della paura delle destre.
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Post by Shelby on Tue 13 May 2008, 20:34

La costituzione è stata disattesa, le questioni di legittimità sono state importanti per cercare di portare la Bossi/Fini ad un livello accettabile di diritto, ma il danno nel sistema dei valori persiste (questo è quello che penso io).

La questione che pongo in essere, dunque, è quella del degrado del diritto, non sostengo in alcun modo che il governo attuale stia cercando di attentare alla Costituzione per eliminarla.
Ciò che prospetto io, in negativo, potrebbe riguardare la possibilità che l'Italia subisca un degrado tale (a livello di diritto) da non garantire più certi diritti fondamentali, ma non tanto e non solo a livello legislativo, ma fattuale, concreto, insomma nelle aule di tribunale.

Per quel che riguarda la dicitura "cittadino" all'interno della Costituzione è da intendersi, non come cittadino italiano che quindi esclude chi non lo è, ma come "cittadino" in contrapposizione a "suddito" (c'è dottrina e giurisprudenza in proposito), altrimenti molti dei diritti che la Costituzione tutela sarebbero solo un privilegio degli italiani (pensa all'art. 3 che prevede il diritto di uguglianza formale e sostanziale).

Nel nostro sistema normativo, la materia dell'immigrazione è stata inserita all'interno del diritto amministrativo perché, da sempre, i governi l'hanno affrontata come una questione di ordine pubblico, come un fenomeno transitorio e pericoloso. Tralasciando gli sviluppi che il fenomento dell'immigrazione ha avuto nel tempo, oggi è materia di diritto amministrativo e deve rispettare i principi generali vigenti in tale ambito del diritto, allo stesso modo occorre ragionare quando si sfocia nel diritto penale (visto che poi alcune fattispecie sono considerate reato).

Insomma esiste un quadro normativo che, a prescindere dalla Costituzione, serve come riferimento per soppesare la gravità dei vari illeciti. In penale, se l'omicidio colposo (Art. 589 c.p.: chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni) è punito con un certo tipo di sazione, ed in questo caso si cagiona la morte di una persona, è ovvio che l'irregolarità per quanto riguarda l'ingresso ed il soggiorno di cittadini non italiani non può essere considerata alla stessa stregua, altrimenti si ha uno sballamento nel quadro generale degli interessi che la legge deve tutelare. (tale quadro ricomprende anche gli interessi tutelati dalla Costituzione, la sicurezza pubblica rispetto alla libertà personale, nel caso di specie). Non possiamo arrivare a considerare il trattenimento sul territorio dello stato di uno straniero già espulso in violazione delle norme di diritto amministrativo ( art. 14, 5 bis T.U.I. "Lo straniero che senza giustificato motivo si trattiene nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine impartito dal questore ai sensi del comma 5-bis, è punito con la reclusione da uno a quattro anni [...]" quasi alla stregua dell'omicidio volontario, per dire.


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Post by Shelby on Tue 13 May 2008, 20:44

Ninus wrote:

Innanzitutto le regioni con più delinquenza sono altre (Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Basilicata) da una statistica dell'Istat mi pare presentata da Gad Lerner (e non al nord dove vi sono più immigrati sia regolari che irregolari).

Secondo che il problema è di certezza della pena, lunghezza dei processi, prescrizione ormai troppo breve, leggi di amnistia ed indulto fatte ogni 5 anni che non aiutano in questo senso (gli anglosassoni non informati non ci credono che esistano delle leggi che "liberano tutti" come accade a nascondino).

Siamo d'accordo

Ninus wrote:
Terzo, gli immigrati irregolari (senza documenti) secondo le statistiche hanno un alto tasso di delinquenza, alto alto, anche se il loro numero è di moooolto inferiore a quelli regolari (cioè non è 1 ad 1, come spesso fanno pensare i mass media, ma di circa 10 ad 1).

in questo tasso alto alto devi farci rientrare il fatto che commettono reato anche se vengono ritrovati sul territorio, per cui non sempre reato commesso = fattispecie penale intesa come furto, rapina, stupro o cose del genere.

Ninus wrote:
Inoltre chi è irregolare può essere sfruttato e ricattato molto più facilmente.
Difatti la legge dovrebbe aiutare ad entrare regolarmente e rimanere regolarmente sul territorio, non a dover morire per restare regolare ed entrare regolarmente.
Nella mis esperienza, entrare in Italia clandestino, lavorare in nero e sperare di non essere mai beccato è molto più facile che fare le cose in maniera regolare. Tutto ciò è colpa della legge sull'immigrazione, nello specifico della Bossi/Fini.

Ninus wrote:
Però si pone il problema delle quote (che pongono il discrimine tra regolare e irregolare): sono troppo poche? Sono troppe?
Sono necessarie o dovremmo accogliere tutti come regolari?
Quali sono i problemi connessi?
Le quote sono inifinitamente minori rispetto a quanto chiede il mercato. Il mercato chiede 100 stranieri, le quote ne prevedono 50, perché, suppongo e così dicevano gli studiosi che ne sanno più di me, che deve essere lasciato un margina al nero e perchè, comunque, l'Italia non ha scelto un sistema di accoglienza (ossia una legge sull'immigrazione) che abbia un approccio legalizzatore rispetto al tema, soprattutto perché l'immigrazione è, ancor oggi, trattata come un'emergenza, ma oggi non lo è più.

Ninus wrote:
Insomma, secondo me la sinistra ed il Pd scivolano su questo tema perchè l'una è troppo demagogica/ideologia e l'altro insegue la destra cosicchè nessuno dei due ha una posizione seria e credibile e si finisce nel "manganello".

Cioè secondo me anche le classi dirigenti di centro-sinistra hanno le loro colpe perchè dovrebbero essere loro a cercare soluzioni rispettose della dignità degli stranieri e allo stesso tempo credibili così da avere anche una funzione che influenzi l'opinione pubblica non dico per educarla (forse è una richiesta eccessiva e va oltre le funzioni della politica) ma per ridicolizzare la demagogia della paura delle destre.

d'accordissimo.
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Post by Ninus on Wed 14 May 2008, 10:13

Per quel che riguarda la dicitura "cittadino" all'interno della Costituzione è da intendersi, non come cittadino italiano che quindi esclude chi non lo è, ma come "cittadino" in contrapposizione a "suddito" (c'è dottrina e giurisprudenza in proposito), altrimenti molti dei diritti che la Costituzione tutela sarebbero solo un privilegio degli italiani (pensa all'art. 3 che prevede il diritto di uguglianza formale e sostanziale).

Si però non si può andare oltre la lettera del'art. 16 della costituzione (perchè sennò usciamo dal diritto positivo ed entriamo in altre forme, non so nautrale o altro) che dice che si ha libertà di circolare "in qualsiasi parte del territorio nazionale" e "Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi".

Insomma parla prima di tutto di circolazione interna e secondo di uscire e RIentrarvi e non parla di libertà d'ingresso, questo sembra chiaro.
Inoltre anche in questi casi ci possono essere limiti di legge dovuti a sanità e sicurezza e nel secondo caso "salvo obblighi di legge".

Sull'ingresso dello straniero non garantisce nessuna libertà per questo ci sono le frontiere (abolite nei confronti dei paesi Ue e per quelli di Schengen ma non per altri).

Quindi non è incostituzionale sancire un reato per chi entra nel paese violando i limiti di legge, anche se eccessivo non mi pare che vada contro costituzione.
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Post by Shelby on Wed 14 May 2008, 16:09

Ninus wrote:
Quindi non è incostituzionale sancire un reato per chi entra nel paese violando i limiti di legge, anche se eccessivo non mi pare che vada contro costituzione.

Mai detto che è incostituzionale, il mio discorso era un altro ed ineriva la degradazione del diritto e lo sballamento nella tutela degli interessi garantiti. Spero questo punto sia chiaro.

La precisazione su "cittadino" presente nella Costituzione l'ho fatta per far presente che la vigenza di alcuni diritti fondamentali non è limitata solo agli italiani, ma è estesa a tutti gli individui così come previsto dalla normativa internazionale. La libertà di circolazione all'interno dello Stato esiste ed è garantita per tutti, altrimenti non potremmo girare sul territorio nazionale, il punto è un altro: tale libertà è limitata dalle esigenze di ordine pubblico, le quali dettano la necessità di prevedere una normativa sull'ingresso ed il soggiorno di cittadini stranieri. Se non rispetti tale normativa, sei sottoposto a sanzione.
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Post by Ninus on Wed 14 May 2008, 16:42

Esatto, siamo d'accordo.

Dopodichè, a mio avviso, (sarò troppo tranquillo forse) le panzane che sparano i ministri (e che ministri, citando Sartori "la compattezza degli asini non fa un buon governo") resteranno tali poichè, per fortuna, fin quando non si tocca Maastricht c'è sempre l'Unione europea che ci salva da derive nel senso proprio della parola fasciste nei rapporti esteri e dovrebbe esserci il Pd per evitare una tale deriva nella politica interna (per lo più sull'assetto istituzionale) e la Corte sulle leggi ordinarie.

Cioè, per fortuna che la costituzione ha ben delimitato il potere del governo e della maggioranza entro limiti democratici sennò eravamo veramente nei casini.
Basti ricordare le leggi dichiarate incostituzionali o rigettate addirittura per la manifesta incostituzionalità dall'allora Presidente Ciampi (non credo affatto che Napolitano sarà più permissivo).

Purtroppo sarà una legislatura brutta ma speriamo che non lo sia troppo.
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Post by ilSignorCarlo on Sat 17 May 2008, 11:46

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/05/sicurezza-no-reato-clandestinita.shtml?uuid=3053cf7c-23e7-11dd-a726-00000e25108c&type=Libero

Il reato di immigrazione clandestina esce dal pacchetto sicurezza. Ma le proposte contro gli stranieri irregolari, previste dalla bozza del ministro dell'Interno,Roberto Maroni, sono numerose e molto severe. Come l'ipotesi di sequestro e confisca ai proprietari di appartamenti affittati in nero agli extracomunitari. O la definizione di «latitante » con tutte le conseguenze per le forze di polizia per chi non ottempera all'ordine del questore di allontanarsi dall'Italia.

_________________
Qualcuno si è lamentato della mia vecchia firma e, quindi, l'ho sostituita con questa.
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Post by Ninus on Sat 17 May 2008, 12:41

Il problema credo che sia stato ben sollevato ad Annozero...

i regolari nessuno li tocca, gli irregolari si distinguono in persone che lavorano ma che non rientrano nelle quote del decreto flussi ed altre che delinquono ma che cmq delinquono anche per attività alimentate dai cittadini (chi compra marjiuana, hashish o cocaina, chi va a prostitute, chi è disposto a pagare per avere un organo, chi compra cose rubate, e così via...)

il problema è: se si regolarizzano i tizi che lavorano (come sembrerebbe giusto) si crea un'aspettativa che potrebbe agevolare le false assunzioni se invece non si regolarizzano quelli che lavorano veramente lo fanno in nero a vantaggio dell'imprenditore e del fittacamere oltre che del probabile caporale che compra e rivende manodopera in nero.

Quindi la scelta:

- aumentare le quote del decreto flussi però espellere quelli in eccesso (facendo così una cosa di dubbia logicità visto che se servono lavoratori ed anzi molti già lo fanno invece di regolarizzare quelli che già si hanno sul territorio si dovrebbero aspettare i nuovi arrivi con le nuove quote e rispedire all'estero quelli che già si trovano sul territorio)

- regolarizzare quelli presenti sul territorio incentivando però le migrazioni irregolari (visto che prima o poi verranno sanate, insomma lo stesso discorso degli indulti o dei condoni fiscali che regolarizzando situazioni irregolari incentivano l'irregolarità)

non vedo altre soluzioni praticabili...

la questione sicurezza è altro discorso e riguarda celerità dei processi e conseguente certezza del diritto, che manca in Italia e che la commissione presieduta dall'avvocato Giuliano Pisapia (Prc) sulla riforma del codice di procedura penale non è riuscita a completare.

Che dire? Si fa sempre l'ennesima confusione in tv...si concentrassero anche sui delinquenti bianchi e sui clienti bianchi
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Post by Shelby on Tue 27 May 2008, 22:12

Per una serie di motivi in questi giorni non sono entrata sul forum e non ho potuto segnalare la notizia della morte di un ragazzo marocchino all'interno del CPT di Torino, avvenuta l'altro ieri, se non erro, ma tanto è stata un notizia flash (non so neanche se è arrivata ai Telegiornali - sto ironizzando, ovviamente) che è apparsa, solo momentaneamente, prima sul sito dell'ANSA e poi ripresa pedissequamente da le altre testate, ma il giorno seguete il tutto è scoparso nel nulla.

Così oggi ho cercato un po' in giro ed ho trovato, sul sito di Peace Reporter,questa notizia:

Ispezione del Viminale al Cpt di Torino dove è morto un giovane tunisino

Il Viminale ha aperto un'inchiesta per capire qualche cosa di più sulla morte di Hanasn Nejl, cittadino tunisino di trentasei anni, morto nella notte fra il 23 e il 24 maggio nel Cpt di Torino.
Il giovane, che al momento dell'ultima somministrazione di metadone era febbricitante, era peggiorato nel corso della notte. Ma i tentativi dei compagni di prigionia di richiamare l'attenzione, le richieste per avere un medico, per denunciare che il giovane stava molto male, sono andate tutte a vuoto. Fino al mattino dopo. Ma Hassan era già morto, la bava alla bocca, la testa sul cuscino madido di sudore. Il freddo linguaggio burocratico del ministero degli Interni viene dal Dipartimento per le libertà civili (grottesca l'associazione della sigla a questa vicenda) e l'immigrazione: “ Ispezione al nuovo centro per accertare le circostanze e i fatti occorsi nella notte tra il 23 e il 24 maggio, che abbiano rilievo sotto il profilo amministrativo”. Punto. Le agenzie di stampa, quelle che diramano le notizie in tute le redazioni dei media, hanno fretta: il giovane non ha un nome, diventa 'un marocchino' e soprattutto alcuni riescono a scrivere che Hassan Nejl era un 'ospite del centro'. Ospite?
Si muove una parte della politica. Radicali, Rifondazione, alcuni esponenti del Pd hanno interpellato direttamente il ministro Roberto Maroni. A livello europeo è Vittorio Agnoletto che ha preso l'iniziativa per chiedere trasparenza sul caso: “Nessun ospite del Cpt venga spostato nè rimpatriato finchè la magistratura e le forze dell'ordine non avranno chiarito le cause della morte di Hassan Nejl” ha detto l'europarlamentare.
Le prime notizie dell'autopsia dicono quello che si sapeva già: Hassan faceva uso di droghe: sono state trovate tracce di cocaina e hashish. Un dato accertato, anche perché nella ricostruzione delle ultime ore si era già detto della somministrazione di metadone, nel tardo pomeriggio del 23 maggio. Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha chiesto che la vicenda non diventi un 'caso politico'. Difficile richiesta, proprio quando a Bruxelles e in Italia si parla dell'estensione della permanenza ( forzata) nei centri di detenzione fino a diciotto mesi ( fino ad oggi in Italia era possibile fino a sessanta giorni) e quando si parla di ampliare e ribattezzare i centri circondati da filo spinato, con le guardie a controllare gli 'ospiti', che non possono allontanarsi.

«Le autorità coinvolte rendano conto e si assumano la responsabilità di quanto accaduto, non solo sulla evitabile morte di Hassan Nejl, ma anche sulla gestione del Cpt di Torino e sulle condizioni nelle quali sono trattenute le persone». Lo chiede il gruppo di Emergency di Torino, «con l'auspicio che le istituzioni - si legge in una nota - prendano in seria considerazione la chiusura dei centri». «La morte di Hassan e il modo in cui è avvenuta - protesta Emergency - conferma quanto poco di umanità circoli all'interno dei Cpt. Il rifiuto di considerare i migranti come persone titolari dei più elementari diritti - aggiunge - non è accettabile».

Angelo Miotto
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Post by Shelby on Tue 27 May 2008, 22:14

So che non faccio null'altro che parlare di questo, però è assurdo che nessuno si preoccupi di quanto è accaduto a Torino, una persona è morta, è MORTA e, probabilmente, per macnanza di soccorso da parte della CRI (anche qua, la Croce Rossa ha saputo farsi riconoscere per quello che è).

Questo al nostro governo non interessa che venga sponsorizzato, perché non si devono conoscere le condizioni di vita di quei posti, la quantità di soprusi che avvengono.
Vabbè sempre le solite cose, insomma.
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Post by Shelby on Sat 31 May 2008, 21:05

Da Melting pot:

Cpt di Torino – La Croce Rossa non cura i malori fino a quando non finiscono le proteste

Emerge la realtà inquietante del trattenimento

Si chiamava Fathji, non Hassan, era tunisino, non marocchino, il ragazzo morto nella notte tra venerdì e sabato 25 maggio, dentro il centro di detenzione di C.so Brunelleschi, a Torino.

Ma non è l’unica verità questa ad emergere dai racconti degli ultimi giorni.

Nella serata di venerdì, poche ore prima della morte di Fathji, un ragazzo aveva provato la fuga dal Cpt, tanto umanizzato ed accogliente, da provocare un desiderio improbabile di evasione.
Bloccato in una "zona cuscinetto”, che separa l’area di detenzione dai cancelli, è stato prima “cercato” con una mazza di ferro mentre si nascondeva all’interno di un grande tubo di cemento, poi, picchiato fino a non farlo più camminare.

Il Viminale, che in questi giorni ha disposto un’ispezione, ha attribuito proprio alla confusione provocata da questa fuga, il malessere che ha provocato il decesso di Fathji.

Cosa ancora più grave, la Croce Rossa, che da sempre tenta di giustificare la sua complicità con la gestione dei Cpt come intervento umanitario, ha sospeso ogni intervento sanitario fino a quando le proteste e lo sciopero della fame intrapresi dai trattenuti non finiranno.

La spesa non viene consegnata ed alle richieste d’aiuto non segue alcun intervento del medico.
Come nella notte tra venerdì e sabato, quando Fathji, che accusava un forte malessere, è stato lasciato morire senza alcun intervento.

Non vi sono ancora notizie certe rispetto gli esiti dell’autopsia, si parla di overdose e di broncopolmonite.
Ciò che è chiaro è che, ritardi o meno, le motivazioni di questa morte non possono essere ricercate nella svista di questo o quell’operatore, piuttosto, nella stessa idea di detenzione che il governo, come l’UE vorrebbero allungare fino a 18 mesi.
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Post by Shelby on Sat 31 May 2008, 21:08

ed ancora perché non basta, è necessario che si legga quello che la gente che visita sa, vi prego di soffermarvi (ci sono anche audio e fotografie sul sito):

Morte al CPT di Torino - Intervista all’Avv. Gianluca Vitale in visita alla struttura

Ritardi nei soccorsi e rivolta dei detenuti nel CPT di ultima generazione

Allungare il trattenimento nei Cpt a 18 mesi?
Il pensiero va subito a chi, in soli 10 giorni di detenzione ha trovato la morte nella struttura di Corso Brunelleschi, a Torino.

Non poteva esserci inaugurazione più tragica per il nuovo Centro di permanenza temporanea di Torino.
Costato 12 milioni di euro per la prima metà dei lavori in muratura, più “civile” e più “sicuro” - nelle intenzioni della Prefettura - era entrato in funzione in gran segreto lunedì mattina.
Doveva essere un periodo di rodaggio.
Sessanta persone trattenute, che diventeranno 130 a lavori ultimati.
Sabato mattina alle 8.00, in quella che i detentuti definiiscono “Zona rossa”, cella numero 2 è stato trovato morto Hassan Nejl, trattenuto da dieci giorni al Cpt con un decreto di espulsione firmato dal Questore di Padova. "Era nel suo letto con la schiuma alla bocca - raccontano - abbiamo urlato tutta la notte per chiamare i soccorsi, ma non è venuto nessuno. L’hanno trattato come un cane".

Abbiamo intervistato l’Avv. Gianluca Vitale, che ha visitato la struttura nella mattinata di lunedì 26 maggio.

Abbiamo prima incontrato la polizia e la Croce Rossa.
Ovviamente l’atteggiamento della Croce Rossa è assolutamente negatorio: dicono di non essere stati per niente chiamati.
Le versioni coincidono in realtà fino a un certo punto perché al mattino il ragazzo lamentava comunque mal di gola, aveva la febbre alta, è andato in infermeria e gli è stato dato un antibiotico. Successivamente durante il giorno la situazione si è aggravata, è stato visto ancora una volta da un medico che però non ha rilevato niente di particolare; la sera la situazione si è aggravata ulteriormente e dal quel momento le versioni divergono assolutamente.
La Croce Rossa dice: “non è più successo niente, nessuno ci ha più chiamati e il mattino dopo ci siamo accorti che era morto”.
I ragazzi che abbiamo sentito a lungo sulla vicenda, sono adesso in sciopero della fame, in agitazione. Dopo essere riusciti in qualche modo a catturare la loro fiducia, perché ovviamente sono molto spaventati e sfiduciati nei confronti di tutti, siamo riusciti a entrare nell’area, abbiamo parlato con loro e ci hanno raccontato concordemente, in un modo che sembra difficile avere costruito artificialmente, che le cose sono andate molto diversamente. Dicono di aver diverse volte chiamato aiuto.
Ad un certo punto, nelle prime ore della nottata, sono riusciti a parlare con un personaggio, qualcuno della Croce Rossa militare (che non era evidentemente un operatore sanitario, ma in divisa), il quale ha detto “il medico non può in questo momento, domattina si vede”.
La situazione si è aggravata, al mattino il ragazzo è stato trovato morto dopo altri tentativi da parte dei compagni di cella e di area di far intervenire qualcuno; è stato trovato morto con dei segni che, come conferma anche Agnoletto, che è anche un medico, sono assolutamente compatibili con un’ipossia, cioè una mancanza di ossigeno, cosa particolarmente grave se si pensa che il medico era presente e non è stato chiamato (come ci raccontano), e sarebbe potuto forse intervenire immediatamente.
Tra l’ altro in infermeria, ci è stato mostrato, c’è anche il macchinario per fare una terapia di ossigeno che sarebbe stata forse quella che avrebbe potuto salvare la vita del ragazzo. Inoltre l’ospedale più vicino, dove normalmente vengono condotte le persone che stanno male al CPT di Torino, è a circa 3 minuti di strada.
Quindi vi era sicuramente la possibilità di salvarlo, ovviamente sarà poi l’Autorità Giudiziaria che dovrà accertare esattamente come sono andate le cose.

D: Questo chiaramente rende più drammatica la notizia della morte di questa giovane persona detenuta da pochi giorni, una decina di giorni, all’interno del CPT di Torino.
Quali valutazioni si possono fare dopo questa visita all’interno del CPT? Un CPT che abbiamo definito di nuova generazione?

R: Questa è la prima volta, nonostante io entri spesso al CPT, che riesco a vedere la nuova struttura di Torino di cui si è tanto parlato. Il CPT di Torino è stato inaugurato in gran segreto; fino all’altro ieri sostanzialmente non lo sapeva nessuno se non quei pochi avvocati che sono andati a fare le convalide.
E’ stato inaugurato lunedì scorso. Sostanzialmente è cambiata la muratura.
Adesso le celle sono di muratura mentre prima erano dei container, ma non è cambiata l’idea di fondo del CPT di Torino, la sua struttura fondante. Queste celle sono sistemate esattamente dove e come erano sistemati i container. Sono celle in muratura aperte su un cortile all’interno di tre distinte aree e le tre aree sono circondate da alberi che danno forse più l’idea di uno zoo che di un luogo di detenzione per persone.
Sicuramente, questo episodio - la versione fornita dagli altri detenuti credo sia assolutamente credibile - comunque venga ricostruito, dimostra ancora una volta come luoghi di questo genere non dovrebbero esistere per motivi ideologico-politici. Ma soprattutto non dovrebbero esistere perché sono dei “non-luoghi”, dei luoghi dove non vi sono delle regole.
In carcere ci sono regole ben precise, il detenuto sa cosa e come può farlo. Al CPT no, al CPT è tutto rimesso alla buona volontà di chi in quel momento passa vicino all’area. I diritti dei detenuti non solo non vengono messi in pratica, ma non esistono perché non sono formalizzati

D: Un’ultima battuta invece rispetto alla notizia che si è avuta qui, del fatto che tutti gli altri migranti detenuti abbiano cominciato una sorta di azione di protesta oltre al tam-tam di sms “zona rossa cellula numero 2”, per fare riferimento a quanto accaduto, insomma a questo drammatico avvenimento.
Che cosa si può dire della situazione degli altri detenuti nel CPT?

R: Noi abbiamo parlato brevemente con quelli di un’altra area, ma lungamente con quelli dell’area dove vi è stato il decesso, cioè l’area rossa. Sono assolutamente esasperati, ripeto non hanno nessuna fiducia in nessuno. Siamo stati circa mezz’ora fuori dall’area prima di riuscire ad entrare. Tra l’altro quando siamo entrati, ci è stato detto dalla polizia “nostra responsabilità”, ci prendevamo la responsabilità di quello che poteva succedere dentro.
Ecco, la situazione è assolutamente esasperata, sono in sciopero della fame, ieri sera hanno buttato nel cortile davanti alle celle i materassi, vogliono innanzitutto capire perché è morto il loro compagno e come è potuto succedere che morisse in questo modo. Io mi auguro che almeno una risposta tardiva, ahimè per lui inutile, possa arrivare.
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Post by Shelby on Sat 31 May 2008, 22:00

Dal sito dell'ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione)

ASGI - comunicato stampa

Da Centri di permanenza temporanea e assistenza a Centri di identificazione ed espulsione: storia di una sanità separata .

Proprio mentre il nuovo esecutivo vara il “Pacchetto sicurezza”, di insicurezza si muore.

E' successo a Torino nel CPT nuovo di zecca, costato la bellezza di 11.160.184 euro (fonte “La Stampa” 26/5/08 pag. 56), che d'ora in avanti si chiamerà Centro di identificazione ed espulsione, secondo la previsione del decreto legge di prossima emanazione.

Il sig. Hassan Nejl è deceduto nella branda della sua cella: sarà l'inchiesta a stabilirne le cause, se le cure ed i soccorsi sono stati tempestivi, in modo più convincente ed adeguato delle dichiarazioni rese agli organi di stampa dal colonnello del corpo militare della Croce rossa, ente gestore del “Brunelleschi”, che nega negligenze della struttura e richieste di aiuto da parte degli altri trattenuti, sbrigativamente definiti burgiardi perché clandestini.

L'A.S.G.I. esprime dolore e cordoglio per la morte di un uomo, privato della sua libertà da almeno dieci giorni, parcheggiato in attesa di essere rimpatriato, ma si domanda: è stata una tragica fatalità?

Secondo il rapporto conclusivo del 2007 della Commissione De Mistura - istituita dal Ministro Amato - “non è possibile stabilire con precisione il numero complessivo di stranieri malati che sono entrati in contatto con i CPT, …si evidenzia un numero relativamente significativo di cittadini stranieri che risultano non allontanati per ragioni di salute: 114 casi al CPT di Torino; …tale situazione viene gestita in modo assai difforme da una struttura all'altra, basandosi sulla maggiore o minore sensibilità dei 23 diversi enti gestori…” La stessa Commissione così conclude:” Va evidenziato come l'azienda sanitaria competente per territorio non è tenuta ad effettuare periodiche visite di controllo, né è referente diretto dei servizi sanitari allestiti all'interno dei centri. Si può ritenere che la scelta di adottare nei CPT un modello di sanità separata dalla ordinaria gestione degli interventi sanitari del territorio costituisca un aspetto critico rilevante”.

La carenza di assistenza medica e legale nei CPT italiani è stata altresì rilevata dalla Commissione per le libertà civili e la giustizia dell'europarlamento nella sua relazione del dicembre 2007. Ciononostante, nei CPT si continua a morire.

Dunque non di tragica fatalità si tratta, ma di endemica carenza strutturale di adeguati standards sanitari. La tutela della salute che l'art. 32 della Costituzione riconosce come fondamentale diritto dell'individuo - non importa se italiano o clandestino- viene negata da un modello di sanità separata, questo sì foriero d'insicurezza.
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