L'editoriale della domenica

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Post by Ninus on Sun 06 Jul 2008, 14:56

Oggi, come ogni domenica, Repubblica ci offre una delle rare pagine liete, ovvero il consueto editoriale di Eugenio Scalfari.
Ovviamente c'è anche l'ottimo Diamanti che però c'ammorba con i soliti "indici di fiducia" del governo, del presidente del consiglio dei ministri e del capo dell'opposizione ombra di cui però non ce ne può fregare di meno (per due ragioni, le elezioni si sono tenute e il "branco" ha ormai deciso, quindi risulta inutile sapere come il branco la pensi a latte versato).

Tornando a Scalfari, inizia dicendo che non vuole sorvolare i problemi sulla giustizia, citando un articolo

Giovanni Sartori sul "Corriere della Sera" di ieri ha usato la parola "sultanato" per definire la situazione attuale dello Stato italiano. È un moderato che scrive quella parola sulla quale dovrebbero riflettere soprattutto gli altri eminenti colleghi di quel giornale.

dopodichè arriva al centro dell'articolo: Tremonti.

A sentire questi ragionamenti viene in mente la Nave dei folli. L'inflazione viene da fuori Europa. Quindi è fuori dal controllo della Bce. Il problema dell'Europa è la mancata crescita. Un altro problema dell'Europa è l'eccessivo apprezzamento dell'euro rispetto al dollaro. Tuttavia era necessaria la stretta della Bce che, per unanime riconoscimento, non scalfirà l'inflazione e darà uno spunto ulteriore all'apprezzamento dell'euro. Nave dei folli, puramente e semplicemente.

Ovviamente non si capisce la politica montaria della Bce, visto che l'inflazione odierna è da costi (anche se arriva una buona notiza dalla California secondo la quale sono stati brevettati dei nuovi pannelli fotovoltaici più efficienti del 50% rispetto ai precedenti quando si trovino in una situazione d'ombra), probabilmente una questione di visibilità per rimarcare la propria indipendenza dai governi europei.

Aggiungo che la debolezza del dollaro è una delle cause non secondarie dell'aumento di prezzo del petrolio e delle materie prime: i produttori, pagati in dollari, aumentano i prezzi in moneta svalutata; i risparmiatori dal canto loro fuggono dal dollaro e investono in titoli petroliferi e in "commodities".

Il rafforzamento dell'Euro favorisce la svalutazione del Dollaro statunitense e quindi alimenta le aspettative inflazionistiche Usa ed i prezzi in tale moneta di materie prime ed altro.

Per fortuna il nocciolo della questione l'ha intuito Tremonti. Ha detto che l'aumento di prezzo del petrolio e delle derrate di base non proviene da una carenza di offerta né da un eccesso di domanda ma dalla speculazione. Bisogna dunque tagliare le unghie agli speculatori e lui ha scoperto il modo per farlo: utilizzare l'articolo 81 del Trattato istitutivo della Comunità europea il quale prevede che la Comunità possa usare strumenti appropriati per stroncare manovre speculative se fosse provato che alcuni operatori colludono tra di loro per manipolare il mercato.

.....

Altro non può accadere per le seguenti ragioni:

1. Non è affatto sicuro che la speculazione sia la vera causa dell'aumento dei prezzi e quindi dell'inflazione.

2. Quand'anche, non è affatto sicuro che gli speculatori siano collusi tra di loro per manipolare il mercato.

3. Quand'anche, raggiungere la prova della suddetta collusione sarebbe difficilissimo.

4. Quand'anche, l'Europa non possiede nessuno strumento per stroncare un'eventuale manipolazione del mercato che si svolge su piazze non europee. Bisognerebbe nientemeno impedire acquisti di titoli "derivati" e "futuri" che sono negoziati in dollari su piazze americane, soprattutto a Chicago e a New York. Il governo Usa ha già manifestato la propria contrarietà a intervenire su quei mercati. Di lì dunque non si passa.

Tremonti naturalmente queste cose le sa benissimo. Perde tempo. Non caverà nessun ragno da nessun buco. Gli serve per consolidare la sua immagine in un circuito mediatico dominato dal conformismo e per distrarre l'opinione pubblico con lo spauracchio d'un nemico esterno che non c'è. Un untore che non esiste, indicato come autore della peste speculativa. L'ha scritto ieri Giavazzi e, una volta tanto, sono completamente d'accordo con lui.

Insomma, la solita solfa che un famoso giornalista avrebbe descritto come "l'ora del dilettante".

Si passa alla politica economica interna.

Il taglio dell'Ici ha una copertura di 2.600 milioni di euro, ma gli uffici della Camera e del Senato hanno scoperto che quel provvedimento costerà molto di più. I tecnici del Senato hanno quantificato il costo del provvedimento in 3,7 miliardi, il relatore della Commissione bilancio, Gilberto Pichetto del Pdl, è arrivato a 3,5 miliardi, 900 milioni in più della copertura esistente. Dunque il Tesoro ha spedito in Parlamento un provvedimento "scoperto" per il 35-40 per cento. Incoscienza, incapacità o abilità truffaldina? Tanto, almeno in prima battuta, il taglio dell'imposta grava sui Comuni. Peggio per loro.

La solita politica di deficit (non tutto il deficit è dannoso, ma quello a pioggia senza alcuna funzione specifica) che verrà compensata dall'aumento delle imposte locali. Dopodichè i "soliti cretini" (l'italiano medio) si lamenterà a Gennaio quando ci sarà un aumento dell'addizionale regionale e comunale imprecando con il solito motto "piove governo ladro".

Molti commentatori hanno notato che - contrariamente a quanto affermato in campagna elettorale - le tasse non diminuiranno affatto, fino al 2013 la pressione fiscale resterà esattamente quella attuale. In compenso una serie di segnali fa prevedere che una parte di questo peso graverà ancora di più sul lavoro dipendente e un po' meno sul lavoro autonomo, sulle partite Iva e sui professionisti.

I soldi per "il programma dei sogni" di Berlusconi (e nemmeno quelli per il programma di "sogni poco poco meno impossibili" di Veltroni) non ce ne sono, si sapeva prima, si sa adesso ,si saprà fra uno-due anni. Ciò nonostante i "soliti cretini" ci cascano sempre.

Le cerca però per tenere in vita Alitalia dopo averne impedito la vendita all'Air France nel marzo 2007. Il piano allo studio di Banca Intesa prevede una "nuova Alitalia" senza debiti né esuberi di personale, da cedere a investitori privati, e una "vecchia Alitalia" a carico dello Stato con dentro tutti i debiti e tutte le spese per ammortizzare le migliaia di lavoratori che saranno licenziati. Il costo di queste operazioni non sarà inferiore ai 3 miliardi. Quanto alla "nuova Alitalia", sarà con ogni probabilità una piccola compagnia italiana per rotte prevalentemente italiane. Naturalmente di bandiera.

Ricordate la famosa "cordata" di Berlusconi? Bene, il solito dilettante col suo governo-sultanato ha fatto l'ennesima frittata. I taglia invece dei 2000 posti di lavoro dell'offerta Air France saranno ben 4000, però avrà rimpinguato le tasche di Air One, di Toto, un altro capitano coraggioso che pende dalla mammella statale (Berlusconi la conosce bene). L'italianità è salva, i posti di lavoro NO.

L'editoriale finisce sulla giustizia.

Berlusconi e la giustizia. Il lodo Alfano va avanti. La maggior parte dei costituzionalisti italiani ritiene che ci siano motivi di incostituzionalità, ma questo riguarderà eventualmente la Corte. Sta di fatto che l'immunità riguarda in tutta Europa soltanto la Regina di Inghilterra, il Re di Spagna e il Presidente francese. Nessun capo di governo. Dico nessuno.
L'emendamento blocca-processi è "irragionevole" come recita il parere del Csm e come sostiene tutta la dottrina giurisprudenziale italiana. Intaserà irrimediabilmente il sistema. Ma il servitorello che guarda i sigilli ha già detto che non verrà tolto. Quindi il famoso dialogo con l'opposizione non riprenderà.
Ma dialogo su che cosa? La sola questione ancora in piedi riguarda la legge elettorale che però è un tema di là da venire. Altro non c'è per la semplice ragione che quel che c'era il Sultano l'ha già risolto per conto proprio in privata solitudine.

Sarà dunque una legislatura di battaglia. Il collega di talento cui ho fatto cenno la scorsa settimana proponeva che l'opposizione rilasciasse al "premier" un salvacondotto giudiziario. Mi parve un'idea bizzarra e anche bislacca e l'ho scritto. Ma ora anche questa questione è stata risolta: il nostro presidente del Consiglio il salvacondotto se l'è firmato da solo. Non ha bisogno di aiuti. La sola persona che ancora lo impensierisce un po' è la moglie Veronica ma per ora su quel fronte non ci sono novità.

Il resto spetta agli italiani di buona volontà. Perciò diamoci da fare.

Soltanto se in Italia si leggessero più giornali e si guardasse meno la tv.

Ma l'italiano medio lo conosciamo bene, è mediocre, è corrotto, considera furbizia scavalcare le regole, è corporativo (toccate gli altri, non me, su tutto, Tav, leggi sul lavoro, rifiuti), è più o meno ignorante, di solito puzza, è basso e tarchiato, ha lo stecchino tra i denti, non ama il dentifricio, va allo stadio, è un mangiapizza, paga il pizzo, getta le carte a terra, supera a destra, passa col rosso, e conseguentemente vota Berlusconi peril solo fatto che è l'unica persona che riesce a fare tutte queste azioni contemporaneamente.
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