Ferma, ignorante e provinciale. L'Italia del futuro

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Post by Ninus on Fri 25 Jul 2008, 10:59

A lanciare l'allarme è l'Aie, l'Associazione italiana editori.

Secondo una ricerca della Iard Rps per l'Aie, le fasce giovanili della popolazione italiana si caratterizzano ad un tempo per minori risorse investite e minori qualità e competenze rispetto ai coetanei europei (-6% in quelle di comprensione linguistica rispetto ai ragazzi tedeschi, -7% rispetto a quelli del Regno Unito, -5% rispetto alla Francia). Anche il dato sulla percentuale di laureati sembra rafforzare la tesi dell'immobilismo sociale. La quota di laureati tra i 20 e i 29 anni in Italia è del 31,8% contro il 34,7% della Spagna, il 55,9% del Regno Unito. Un dato che in termini concreti significa minori possibilità di reddito e di occupazione, minori diritti di cittadinanza. In una parola maggiori opportunità di "mobilità" sociale. I giovani italiani sono nelle ultime posizioni anche per quanto riguarda la diffusione di prodotti culturali come internet o i libri: nel 2006 la percentuale di famiglie con un pc era del 48% contro il 56% della Francia e il 77% della Germania; non migliore è la situazione per l'accesso a Internet nelle famiglie: nel 2007, a fronte di una percentuale del 67% del Regno Unito e del 71% della Germania, nelle famiglie italiane ci si ferma al 43%. Tutti dati che secondo la ricerca Iard pongono l'Italia "nelle posizioni di retrovia in Europa per quanto attiene a tutti i fenomeni di dinamicità economica, sociale e culturale".

Da Virgilio
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Post by Ninus on Sat 26 Jul 2008, 12:24

Da Repubblica un articolo di Ilvo Diamanti

Siamo nell'era del "mito imprenditore" . Dell'uomo di successo che si è fatto da sé. Piccolo ma bello. E ricco. Il lavoratore autonomo, l'artigiano e il commerciante. L'immobiliarista. E' "l'Italia che produce". Ha conquistato il benessere, anzi: qualcosa di più. Studiando poco. O meglio: senza bisogno di studiare troppo. In qualche caso, sfruttando conoscenze e competenze che la scuola non dà. Si pensi a quanti, giovanissimi, prima ancora di concludere gli studi, hanno intrapreso una carriera di successo nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie.

Competenze apprese "fuori" da scuola. Così i professori sono scivolati lungo la scala della mobilità sociale. Ai margini del mercato del lavoro.

Poco rispettati dagli studenti, ma anche dai genitori. I quali li criticano perché non sanno trasmettere certezze e autorità; perché non premiano il merito. Presumendo che i loro figli siano sempre meritevoli.

Va detto che i professori hanno contribuito ad alimentare questo clima. Attraverso i loro sindacati, che hanno ostacolato provvedimenti e riforme volti a promuovere percorsi di verifica e valutazione. A premiare i più presenti, i più attivi, i più aggiornati, i più qualificati.

Maledetti professori. Responsabili di questa generazione senza qualità e senza cultura. Senza valori. Senza regole. Senza disciplina. Mentre i genitori, le famiglie, i predicatori, i media, gli imprenditori. Loro sì che il buon esempio lo danno quotidianamente.

Da qui la soluzione provocatoria

Maledetti professori. Pretendono di insegnare in una società dove nessuno - o quasi - ritiene di aver qualcosa da imparare. Pretendono di educare in una società dove ogni categoria, ogni gruppo, ogni cellula, ogni molecola ritiene di avere il monopolio dei diritti e dei valori. Pretendono di trasmettere cultura in una società dove più della cultura conta il culturismo. Più delle conoscenze: i muscoli. Più dell'informazione critica: le veline. Una società in cui conti - anzi: esisti - solo se vai in tivù. Dove puoi dire la tua, diventare "opinionista" anche (soprattutto?) se non sai nulla. Se sei una "pupa ignorante", un tronista o un "amico" palestrato, che legge solo i titoli della stampa gossip. Una società dove nessuno ritiene di aver qualcosa da imparare. E non sopporta chi pretende - per professione - di aver qualcosa da insegnare agli altri. Dunque, una società senza "studenti". Perché dovrebbe aver bisogno di docenti?

Maledetti professori. Non servono più a nulla. Meglio abolirli per legge. E mandarli, finalmente, a lavorare.
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Post by Shelby on Mon 28 Jul 2008, 13:45

Tipico no?

Ogni tanto Silvia racconta di genitori che, già dalle elementari, pretendono di esaltare il figlioletto Ferma, ignorante e provinciale. L'Italia del futuro 469285

Ma vi immaginate cosa pensano di noi dall'esterno O_O? E per esterno non intendo i giornalisti o i politici dei Paesi esteri, ma proprio la gente comune, un danese o un portoghese, per esempio Ferma, ignorante e provinciale. L'Italia del futuro 786415
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